Sono sei strumenti diversi, e ognuno risponde a una domanda precisa. Se non sai da quale partire, la distinzione utile è fra le due parti della bolletta: i primi due guardano i servizi di vendita — la spesa per la materia energia, l'unica parte che il fornitore decide; gli altri quattro una voce che il fornitore non decide, perché la fissa la regolazione o dipende da come è classificata l'utenza.
Parte da una bolletta che hai già ricevuto e ti dice se stai pagando l'energia più del prezzo che aveva sul mercato in quei mesi, sulla sola parte che il fornitore decide. È il punto di partenza se la domanda è «sto pagando troppo?».
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Mostra come si sono mossi nel tempo i prezzi all'ingrosso di luce e gas, sui dati del GME aggiornati ogni mese. Serve per decidere quando fissare un prezzo, non quanto: è la differenza fra firmare un prezzo bloccato in un momento qualsiasi e firmarlo con la serie storica davanti.
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Dice se l'attività che svolgi dà diritto a un'aliquota IVA o di accisa ridotta. È lo strumento che scopre i risparmi che non dipendono dal fornitore ma da come è classificata l'utenza — e che quasi nessuno controlla.
→ Verifica il tuo codice · guida alle agevolazioni per ATECO
Calcola quanto pesano ASOS e ARIM sulla tua fornitura elettrica, e cosa cambierebbe se rientrassi in una classe di agevolazione. Utile a chi ha consumi importanti e vuole sapere quanto vale davvero l'ingresso negli elenchi degli energivori.
→ Vai al tool · guida agli oneri di sistema luce
Lo stesso lavoro sul gas, dove le componenti hanno nomi e logiche diverse dalla luce. Serve soprattutto a chi confronta più punti di riconsegna o valuta un cambio di classificazione.
→ Vai al tool · guida agli oneri di sistema gas
Scompone i corrispettivi di dispacciamento, che in bolletta compaiono come una riga sola e valgono cifre non trascurabili sulle utenze business. È il tool più tecnico dei sei.
→ Vai al tool · guida al dispacciamento
Non ti chiedono niente per funzionare. Nessuna registrazione, nessun account, nessun numero di telefono, nessuna telefonata dopo. Il risultato compare nella pagina, subito. Fa eccezione il solo simulatore della bolletta, che elabora uno o più mesi di consumo e ti recapita la valutazione via email: l'indirizzo è l'unico dato che chiede.
Non hanno un'offerta da venderti. Un comparatore guadagna quando cambi fornitore, quindi è progettato perché tu cambi. Questi calcolano e basta: se il risultato è che la tua offerta va bene, te lo dicono.
Leggono i dati regolatori, non stime. Le componenti tariffarie vengono da una base dati costruita sui valori pubblicati da ARERA, che aggiorno a ogni revisione tariffaria; per gli indici di mercato la fonte principale è il GME, con aggiornamento mensile. In un foglio di calcolo trovato online, invece, i valori restano quelli del giorno in cui è stato scritto.
Li ha costruiti chi fa le bollette di mestiere. Sono gli stessi calcoli che uso quando analizzo una bolletta per un cliente: la differenza è che qui li fai da solo, e ti fermi al livello di dettaglio che ti serve.
Il limite, detto chiaramente: un simulatore lavora sui dati che gli dai e non vede la tua bolletta. Serve per capire l'ordine di grandezza e per sapere dove guardare — non a sostituire il controllo voce per voce di un documento vero.
Dipende dalla domanda che hai in testa. Se è «sto pagando troppo l'energia?», parti dal simulatore della bolletta: confronta i servizi di vendita del tuo fornitore attuale — la parte di prezzo che decide lui — con quello che l'energia costava sul mercato in quei mesi. Se invece la voce che non ti torna è un'altra — oneri, dispacciamento, imposte — vai direttamente al tool dedicato: sono voci che il simulatore della bolletta non guarda.
Sono tutti gratuiti e nessuno richiede registrazione: niente account, niente numero di telefono, niente offerte commerciali. Puoi usarli quante volte vuoi, anche per confrontare più utenze o più scenari. L'unica differenza riguarda il simulatore della bolletta, che elabora uno o più mesi di consumo e ti manda la valutazione via email: lì l'indirizzo serve, ed è l'unico dato che ti viene chiesto. Tutti gli altri mostrano il risultato direttamente nella pagina.
Un simulatore lavora sui dati che gli fornisci e non vede la tua bolletta: il risultato è un ordine di grandezza affidabile, non un calcolo al centesimo. È più che sufficiente per capire se un'offerta è competitiva o se una voce è fuori scala; non basta per contestare una fattura, che richiede il controllo del documento vero.
I tool leggono le componenti da una base dati costruita sui valori pubblicati da ARERA, che aggiorno a ogni revisione tariffaria — con periodicità diverse a seconda del parametro. Fanno eccezione gli indici di mercato, che hanno come fonte principale il GME e vengono aggiornati ogni mese. È la differenza rispetto a un foglio di calcolo trovato online, dove i valori restano quelli del giorno in cui è stato scritto.
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